Biotipo PNEI

Da alcuni anni mi sono dedicata all'elaborazione di un progetto didattico incentrato sul Biotipo in ottica PNEI (Psico Neuro Immuno Endocrina).
Le più attuali conoscenze dell'immunologia, dell'endocrinologia e soprattutto delle neuroscienze, aiutano a comprendere i fini meccanismi che sono alla base della reattività umana, come ad esempio: la postura e gli adattamenti morfologici; la maggiore vulnerabilità di alcuni individui ad infezioni virali piuttosto che batteriche; la predisposizione a patologie allergiche piuttosto che a quelle autoimmuni; la tendenza al sovraccarico epatico o all'ingorgo linfatico; lo sviluppo delle specifiche neuropersonalità e la risposta allo stress.

Il biotipo costituzionale è l'espressione fenotipica (somatica) del patrimonio genetico di un individuo inserito nel proprio ambiente e la conoscenza del terreno individuale permette al medico di comprendere la fisiologia del suo paziente e a prevederne la suscettibilità a futuri eventi morbosi, così come la predisposizione ad alcune patologie croniche.
La conoscenza del biotipo, inoltre, orienta e sostiene il terapeuta nella scelta della trattamento più idoneo, anche nell'ambito della medicina non convenzionale.

Si individua facilmente l'alimentazione più idonea per i vari soggetti, proprio in funzione delle caratteristiche metaboliche individuali, al fine di poter ridurre i carichi digestivi e modulare la risposta infiammatoria.
E' possibile riconoscere (ed eventualmente modulare) il temperamento individuale, quello che alcuni autori hanno appunto definito"neuropersonalità", in quanto correlabile a specifiche cascate di neuropeptidi ed ormoni: la dopamina, la serotonina, il cortisolo...

E' possibile comprendere ed apprendere perchè ognuno risponde alle richieste dell'ambiente con proprie e specifiche modalità; per un medico esperto è possibile individuare, proprio dal modo che i pazienti hanno nel rispondere agli stressor, la struttura di base in ogni fascia d'età, dal bambino all'anziano.

Questa specifica lettura del biotipo in chiave PNEI è un lavoro originale, nato da studi approfonditi che ho condotto sulla base di una trentennale esperienza professionale, nell'ambito specifico della medicina omeopatica costituzionale.

Per diffondere questa nuova conoscenza, PharmaEventi promuove da alcuni anni il Master annuale di "Biotipologia Umana in chiave PNEI" di cui sono Direttrice didattica. Il master, riservato a medici e biologi nutrizionisti, è accreditato ECM e si tiene a Roma e Milano.

News



03/12/2019
La PNEI psiconeuroendocrinoimmunologia


Vi riporto a seguire un articolo, estrapolato da Wikipedia, che costituisce una sintesi molto chiara ed esaustiva di cosa è la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI.) Il primo e più noto divulgatore in Italia della PNEI è stato Francesco Bottaccioli, giornalista scientifico di grande competenza e di fine cultura, autore di numerosi libri sull’argomento. “La psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è la scienza che studia le interazioni tra i sistemi nervoso centrale, endocrino e immunitario, nonché il loro effetto sul comportamento umano e animale. La scienza del Sistema PNEI, o Psico-Neuro-Endocrino-Immunologi, nasce nella seconda metà degli anni 80 in seguito ad una scoperta sensazionale: il linfocita, cellula tipicamente immunologica, produce TSH, ormone ipofisario che regola il rilascio degli ormoni tiroidei. Oltre al TSH, il linfocita produce numerose altre molecole ad attività neuroendocrina; esso, inoltre, è capace di ricevere segnali della stessa molteplice natura e pertinenza, ovvero espone dei recettori specifici per vari mediatori del sistema endocrino e del sistema nervoso centrale. Che esistesse una stretta interdipendenza tra il sistema neuroendocrino e il sistema immunitario, era già stato suggerito nel 1967 dagli studi su cavie effettuati in laboratorio dal Professor Walter Pierpaoli i cui risultati sono stati pubblicati su Nature, gettando le basi della NIM, o Neuro-Immuno-Modulazione, successivamente evolutasi come PNEI. Integrazione tra i sistemi Oggi è noto che non esiste una suddivisione netta, se non in senso classificativo e didattico, fra i mediatori dei tre sistemi che compongono la rete integrata, e che sotto il profilo funzionale, al contrario, le citokine, i neurotrasmettitori e gli ormoni rappresentano una categoria di mediatori comuni ad una unica rete. Ad esempio, ogni cellula del sistema nervoso centrale (SNC), inclusi quindi i neuroni, la glia ed in particolare la microglia, è in grado di ricevere e produrre segnali relativi alla funzionalità immunitaria, così come è noto che avvenga il contrario, cioè che mediatori della risposta immune, caratteristicamente le citokine, influenzino circuiti prettamente encefalici per la modulazione della risposta immunitaria da parte del SNC. Ancora, le molecole che siamo abituati a chiamare ormoni e quindi a considerare attive in un'area biologica di funzionamento endocrino, in effetti sono in grado di influenzare la risposta immunitaria e di agire in sinergia con SNC e SI. In estrema sintesi, il sistema PNEI costituisce una rete integrata di autoregolazione che mira al mantenimento della omeostasi, ovvero di una costanza chimico-fisica, biologica e psicologica dell'ambiente interno (milieu interieur), in risposta a stimoli di varia natura, da infettivi a psicosociali[ Come è implicito nella stessa nomenclatura, la scienza che studia il Sistema PNEI si occupa in primo luogo di fornire le basi biologiche della comunicazione bidirezionale fra i tre sistemi endocrino, immunitario e neuropsicologico. In secondo luogo, d'altronde, le corpose basi teoriche e sperimentali della scienza PNEI rappresentano il cardine dell'interazione dell'assetto neuropsicologico e psicoemotivo con la sfera chimico-fisica e organica della vita biologica, in condizioni fisiologiche e patologiche. Patologie[ In astratto, si può affermare che un'efficace prevenzione delle malattie, in particolare di alcune, abbia luogo in prima battuta con un sistema di difesa PNEI performante e reattivo; oppure, si può affermare che lo stato psicoemotivo ed affettivo dell'individuo influenza o modifica il decorso di un evento patologico. In un ordine di idee più concreto, esiste un'infinita variabilità interindividuale ed anche intraindividuale alla base della possibilità di sviluppare o meno un dato fatto patologico, basata sul principio dell'interazione fra fattori genetici ed ambientali” La domanda che oggi vi pongo è la seguente: possiamo ipotizzare che la PNEI giochi un ruolo, in modo diverso da individuo a individuo, nel delicato rapporto tra salute e malattia?


22/11/2019
Ogni giorno respiriamo tossici e inquinanti, sia per strada che tra le mura di casa.


Gli inquinanti ambientali sono uno dei fattori più interferenti sul sistema immunitario dell’adulto e bambino. Ampiamente studiato è il materiale particolato (o pulviscolo atmosferico o polveri sottili) ovvero l’insieme delle particelle liquide e solide sospese nell’aria. Con “PM2,5” vengono identificate le particelle di diametro inferiore o uguale ai 2,5 µm, detto anche “particolato fine” (il PM10 ha dimensioni maggiori e di conseguenza una minore capacità di raggiungere le parti più minute dell’apparato respiratorio). Queste polveri derivano dai processi di combustione di motori di moto e autoveicoli, legna per il riscaldamento domestico, impianti per la generazione di energia, incendi boschivi e la maggior parte dei processi industriali. Nei bambini fra i 5 e i 10 anni è stato segnalato l’aumento dell’1,7% dei ricoveri per asma e del 6,3% per tosse e sibili bronchiali per ogni incremento di 10 mcg per centimetro cubo del PM10. Nei bambini sotto i 5 anni, è stato segnalato addirittura un aumento dell’1,6% della mortalità, per ogni incremento di 10 mcg per centimetro cubo del PM10. Figli di madri vissute durante la gestazione in aree vicine a strade a scorrimento veloce (a distanza compresa tra 50 e 200 m), e che quindi respirano aria densa di PM2,5, presentano un rischio aumentato di evolvere obesità, tale da avere, a 10 anni di età, una massa grassa di 2 kg maggiore rispetto a bambini nati in zone lontane da traffico intenso. La stessa associazione la troviamo rispetto al volume respiratorio (misura della funzionalità polmonare) che risulta ridotto in bambini di 7 anni cresciuti in zone a elevata concentrazione di PM2,5. Problemi altrettanto seri derivano dalla presenza di sostanze tossiche volatili, liberate dalle vernici e dai prodotti utilizzati per la detersione all’interno degli ambienti domestici. Appare pertanto di grande importanza l’utilizzo di sistemi di depurazione e metodiche di drenaggio tossinico soprattutto nei bambini, al fine di prevenire le patologie allergiche ed endocrine e per il mantenimento dello stato di salute. Alcuni individui hanno una minor capacità di detossificazione attraverso fegato e reni, su base genetica. In questo caso alcune reazioni allergiche o di intolleranza, sono soprattutto di tipo tossico-allergico.


19/11/2019
Epigenetica, ovvero: come l'ambiente influenza l'espressione del nostro patrimonio genetico


Parlando di BIOTIPO o di TERRENO COSTITUZIONALE, possiamo definire ogni individuo come un insieme di caratteristiche morfologiche, fisiologiche e psicologiche che lo distinguono dagli altri individui della stessa specie; tali caratteristiche, solo in parte determinate dall’eredità, vengono influenzate a diversi livelli da fattori ambientali in modo apparentemente imponderabile. L’ambiente interagisce infatti con il bagaglio ereditario del soggetto, determinando in lui importanti trasformazioni che ne costituiscono la risposta adattativa. È importante definire COS'È L'AMBIENTE, perché di solito si pensa ad esso come al luogo dove viviamo; in realtà l'ambiente è anche un microambiente, la cui influenza è evidente già in utero. Questo microambiente è determinato anche dai comportamenti della gestante e da tutto ciò che la donna assume durante la gravidanza: il cibo, il fumo, gli alcolici, i farmaci, le sostanze tossiche, i microorganismi e gli inquinanti ambientali. Anche le forti emozioni materne influenzano lo sviluppo fetale andando a modulare l'espressione genica. In sintesi: tutto agisce epigeneticamente sul feto in formazione. Poi andrà considerato l'ambiente in cui il bambino cresce e si sviluppa già nei primi anni di vita, che è anche l’ambiente "aereo" (pensiamo a quello che si respira ma anche alle onde elettromagnetiche e le radiazioni) e "sotterraneo" (le falde acquifere che portano inquinanti, metalli pesanti¸ microorganismi). Infine, nel bambino come nell'adulto, anche il clima emotivo in cui si vive agisce come meccanismo epigenetico, perché ogni emozione è legata al rilascio di ormoni e neuromediatori. La scienza dell'epigenetica, termine coniato dall’embriologo e genetista inglese Conrad Waddington negli anni ‘40, cerca di descrivere i fenomeni, quasi oscuri in quel tempo e oggi più conosciuti, che portano dal genotipo (patrimonio genetico dell’individuo) al fenotipo (morfologia e aspetti funzionali dell’individuo). La ricerca, negli ultimi cinquanta anni, ha consentito una buona comprensione del genotipo ma non è stata sufficiente a spiegare le differenze fenotipiche a volte incomprensibili ragionando in termini di genoma. È noto che, pur essendo possibile considerare i gemelli omozigoti quasi dei cloni sotto il profilo genetico, si rilevano costantemente discordanze nel profilo fenotipico macroscopico (si veda ad esempio l’altezza) e nell'incidenza di malattie su probabile base genetica, come ad esempio la schizofrenia. Tradizionalmente, per superare queste difficoltà, si fa riferimento all’interazione genotipo-ambiente, e solo ora si cominciano a chiarire le caratteristiche delle influenze ambientali sul genotipo e sul fenotipo. Alcuni studiosi hanno parlato della possibile esistenza di una “terza componente”, diversa dal genoma e dall’ambiente, in grado di spiegare le variazioni fenotipiche e l’hanno indicata nei meccanismi epigenetici. Questi possono, infatti, fornire una chiave interpretativa delle variazioni fenotipiche. L'epigenetica ci spiega come avviene la regolazione dell’espressione genica (ovvero del materiale genetico ereditato dai propri genitori) SENZA ALTERARE IL DNA (sequenza delle basi). Esistono molteplici tipi di regolazione epigenetica: alcuni sopprimono l'espressione del gene, altri disinibiscono l'espressione di alcuni geni. Come dire: esistono dei meccanismi di ON/OFF che agiscono sul DNA senza modificarlo, ma piuttosto silenziandolo o attivandolo nell'espressione di alcune sequenze. I meccanismi di alterazione epigenetica sono alla base dell'invecchiamento e anche di molteplici patologie fra cui le neoplasie. La buona notizia è che POSSIAMO RIPROGRAMMARE L'EPIGENOMA, intervenendo sull'ambiente e creare un ambiente favorevole all'organismo!! Vedremo come e lo vedremo per ogni singolo biotipo, in relazione ai suoi punti di forza e debolezza. È possibile, quindi, affermare che ci troviamo di fronte a un cambiamento significativo del modello scientifico classico, definito dalla genetica incardinata sul “dogma centrale”, che poneva il gene come “motore immobile” della vita. Oggi possiamo rappresentare l’individuo come un sistema aperto, in relazione continua con l'esterno e quindi con il diverso, da cui costantemente si va a definire.


11/11/2019
Stress e aumento di peso


È ormai opinione condivisa che lo stress sia causa di aumento ponderale. Numerosi studi scientifici hanno convalidato questa ipotesi. Questa però è una mezza verità. Lo stress stimola le ghiandole endocrine surrenali all'emissione di corticosteroidi (cortisolo) e all'emissione di catecolamine (adrenalina, noradrenalina …). Tali ormoni sono dei veri e propri messaggeri biochimici ad effetto CATABOLICO, ovvero scindono i deposti metabolici e aumentano la glicemia. Inevitabilmente portano alla scissione di massa magra e massa grassa, oltre che del glicogeno (lo zucchero di riserva) depositato nei muscoli e nel fegato. Da tutto ciò si evince lo stress di per sé tende a far dimagrire e nel tempo a demineralizzare l’organismo. Dunque, affinché lo stress arrivi a determinare un aumento di peso, deve entrare in gioco un altro elemento: il carico glicemico dei pasti, e l’aumento dell’insulina. L’ INSULINA è l’ormone pro-infiammatorio che fa aumentare la sintesi del tessuto adiposo. Possiamo affermare che lo stress fa ingrassare se associato a pasti abbondanti e ad ALTO CARICO GLICEMICO, spesso assunti proprio allo scopo di aumentare la captazione di triptofano e, di conseguenza. ALLORA RIASSUMENDO: 1. Lo stress anche cronico, di per sé o associato a un'alimentazione medio/ipocalorica a basso carico glicemico, non fa ingrassare; tutt'altro. FA PERDERE PESO. Tale condizione di STRESS CRONICO è comunque da evitarsi, in quanto a lungo andare porta a deperimento, avvizzimento, esaurimento fisico e mentale, abbattimento delle difese immunitarie, ecc. ecc. 2. Lo stress cronico determina aumento di peso quando associato al tipico regime alimentare medio moderno, ricco di zuccheri e grassi saturi. Gli zuccheri sono contenuti in PASTA, PANE, RISO, ZUCCHERI, PATATE e prodotti da forno in generale. Tale alimentazione è tanto più diffusa nelle famiglie più povere, in quanto gli alimenti appena elencati sono molto economici. Da cui, si crea il paradosso che i soggetti molto poveri sono spesso grassi e obesi. Queste alimentazioni ad alto carico glicemico fanno aumentare la glicemia. Lo stesso effetto è determinato dal cortisolo, prodotto dalle ghiandole surrenali sotto stress. Pertanto: glucosio prodotto dagli ormoni surrenalici causa stress + quello assunto dai pasti = iperstimolazione di insulina e quindi aumento di peso. Possiamo immaginare l’effetto moltiplicatore del problema, quando la persona sotto stress è portatrice di un tratto genetico di insulino-resistenza, ovvero di predisposizione (su base ereditaria) all’iperglicemia e al diabete alimentare.


04/11/2019
Genetica in generale


Il termine genetica deriva dal greco ghénesis, origine ed è la branca della biologia che studia l’ereditarietà e la variabilità dell’ereditarietà negli organismi viventi. Ogni essere umano è l'espressione del proprio patrimonio genetico (contenuto nel DNA) nell'ambiente in cui vive. Questo significa che ogni essere umano si manifesta con un corpo (fenotipo) che risente di influenze ambientali nel proprio sviluppo (influenze epi-genetiche sul genotipo). Fin dalla seconda parte dell’Ottocento si supponeva l'esistenza del DNA, ma fu solo nel 1944 che si riuscì a provarne l'esistenza come molecola genetica. Con il contributo di numerosi scienziati, chimici e fisici e virologi, si arrivò a scoprire che il DNA è una lunga catena elicoidale di molecole di carbonio, ossigeno, fosforo, zolfo, idrogeno organizzate in nucleotidi, in cui sono scritte tutte le informazioni dell’individuo specificato. Il 25 aprile del 1953 uscì l’articolo su Nature che rese famosi James Watson e Francis Crick, nel quale i due futuri premi Nobel descrivevano la struttura ad elica del DNA, la molecola che contiene l'informazione della vita. È quell'informazione che crea la distinzione fra un batterio, una mosca e un essere umano. Dopo 20 anni dalla loro scoperta, nel 1973, vide la luce il primo DNA ricombinante creato da Herbert Boyer e Stanley Cohen. Essi riuscirono a tagliare e riunire delle sequenze di DNA tramite un gene in provetta: inserirono una molecola virale in un gene di un batterio, per cui il DNA ricombinante è una sequenza ottenuta artificialmente dalla combinazione di materiale genetico di origini differenti. Da lì partì il progetto GENOMA UMANO, ovvero la sequenza della vita. Il Genoma Umano è la serie completa della sequenza di nucleotidi nel DNA dell’homo sapiens, ovvero l'insieme di tutte le informazioni genetiche depositate nel DNA umano. È contenuto nei 46 cromosomi delle nostre cellule. Lo studio ha scoperto che il 98,5 % del DNA umano non è codificante proteine e solo 1,5% della lunghezza totale della catena è costituita da DNA codificante proteine. Comprendere la sequenza delle basi azotate nei nucleotidi permette di comprendere le informazioni genetiche dell'individuo. E questo era l’obiettivo del Progetto Genoma Umano. Una volta completato il genoma umano si iniziarono queste domande: come mai in caso di cancro si vedono alcuni geni attivi e altri no? Come mai in alcune malattie cancerogene si perdono certi tipi di geni? Questo ci rimanda alle influenze ambientali, che modulano l'espressione del patrimonio genetico in ognuno di noi. Infatti due gemelli identici, che inevitabilmente conducono due vite diverse, si ammaleranno di diverse malattie. Eppure il loro patrimonio genetico è identico!! Vedremo la prossima settimana cosa si intende con "ambiente", in che modo l'ambiente può modulare l'informazione genetica e man mano scopriremo perché lo studio del biotipo ci offre una chiave di lettura del modo in cui "funzioniamo" e del modo in cui possiamo mantenerci in salute e benessere.


01/10/2019
Biotipo e bambini


È possibile riconoscere il tipo costituzionale già nel bambini? I bimbi sono tutti belli ed appartengono al meraviglioso gruppo dei " cuccioli d'uomo" Come distinguerli? È in fondo in fondo: a cosa serve? Rispondo subito alla prima domanda : I bambini hanno un biotipo che l'occhio esperto può individuare alla nascita in base a caratteristiche specifiche che descriverò poi nelle sezioni dedicate ai singoli tipi costituzionali. Elementi fondamentali da considerare sono quelli che il pediatra rileva già alla nascita: peso, lunghezza, circonferenza cranica, tono muscolare, reattività agli stimoli ( neuro fisiologia), vitalità in generale. Ci sono poi caratteristiche che vanno manifestandosi nei giorni successivi e che offrono ulteriori dettagli: se il neonato ha avuto ittero oppure ipocalcemia; se piange vigorosamente e reclama la poppata quando ha fame oppure se rimane quieto senza piangere o lamentarsi in modo evidente ; se scalcia e si agita oppure se è tranquillo; se cresce bene in peso e lunghezza oppure se cresce lentamente ; se dorme tranquillo o se si sveglia frequentemente.. La lista è lunga, ma interessante: infatti alcune di queste caratteristiche individuali vengono scambiate dalla mamma per una patologia , pur senza esserlo nella realtà. Come farà il pediatra esperto a riconoscere il biotipo del bambino? Per prima cosa valuterà il tipo costituzionale dei due genitori, dai quali il piccolo ha ereditato il bagaglio genetico. In un secondo momento andrà a raccogliere i dati anamnestici a disposizione; nel bambino più grandicello saranno già evidenti le tendenze patologiche, come ad esempio malattie della gola piuttosto che dei bronchi oppure allergie o malassorbimento. Sarà possibile valutare il suo temperamento , i suoi gusti alimentari, il tipo d'intelligenza (logica o creativa) e anche la capacità di relazionarsi con i coetanei. Nel bambino più piccolo, invece, e soprattutto nel neonato, può essere un po' più difficile individuare il biotipo, e qui sarà molto importante l'esperienza del pediatra. Saper riconoscere la struttura del bimbo e quindi la sua Bíotipologia è fondamentale per impostare la giusta alimentazione e dare delle linee di orientamento nella scelta dello stile di vita, dello Sport più idoneo e a volte anche del tipo di studi. La conoscenza del biotipo sarà inoltre importante da un punto di vista prettamente medico per la prevenzione delle patologie; per comprendere l'eziologia ( ovvero la causa) delle malattie; per valutare i tempi di ripresa, cioè la giusta durata della convalescenza al termine di un evento morboso. Per ogni bambino sarà possibile personalizzare la modalità di sostegno e di cura: l'alimentazione, l'attività sportiva, il percorso scolastico ottimali e , molto importante, le modalità relazionali più efficaci.


24/09/2019
Biotipologia umana: modello endocrinologico e modello embriologico


Il famoso endocrinologo italiano Nicola Pende ebbe il grande merito di sottolineare l'importanza degli ormoni nell'economia del nostro organismo e la sua classificazione si basa, infatti, su un criterio squisitamente endocrinologico. Egli rappresentò il biotipo individuale come una piramide costituita da quattro facce e una base: le facce rappresentano il profilo morfologico (peso, altezza, forma del viso, impianto dei denti, sviluppo degli arti e tono muscolare), il profilo funzionale (orientamento neurovegetativo, orientamento endocrino, diatesi morbosa dominante), il profilo intellettivo (memoria, intelligenza, concentrazione mentale, intuizione e logica), il profilo psichico (sentimenti, affettività, emotività, volontà e atteggiamento introverso o estroverso). La base della piramide rappresenta l'ereditarietà. Il Pende distinse due tipi fondamentali secondo un criterio morfologico: il brevilineo e il longilineo. In relazione a quello che egli definì l'aspetto dinamico-umorale (cioè all'orientamento endocrino e al potenziale "energetico" correlato) questi due tipi possono distinguersi in stenici e astenici ovvero in ipotonici e tonici. Avremo così quattro biotipi: - brevilineo astenico o ipotonico: - brevilineo stenico tonico: - longilineo astenico ipotonico: - longilineo stenico tonico: Pende però, non si pose un problema (o non fu in grado di risolverlo con i dati in suo possesso) la cui soluzione sarebbe poi stata di fondamentale importanza per l'elaborazione di un modello costituzionale realmente predittivo: qual è l'origine di queste tendenze endocrine, che determinano inevitabilmente un’impronta morfologica, funzionale e temperamentale nel soggetto? La risposta venne in buona parte dagli studi di embriologia. BIOTIPOLOGIA UMANA: Modello embriologico L’embriologo Martiny nella prima metà del ‘900 elaborò una classificazione costituzionale partendo da un punto di vista embriologico ed affermando che, poiché ogni organismo umano si sviluppa a partire dai tre foglietti primordiali embrionali, a seconda del foglietto dominante in senso funzionale è possibile individuare tre biotipi: endoblasta, mesoblasta, ectoblasta. Con il termine cordoblasta Martiny denominò invece il biotipo in cui i tre foglietti embrionali lavorano armoniosamente, senza che si manifesti la prevalenza funzionale di uno sugli altri. Noi sappiamo che da ogni foglietto embrionale si sviluppano determinati organi ed apparati e, poiché ogni biotipo è caratterizzato dalla prevalenza di un foglietto sugli altri, prevarranno nel soggetto in esame le funzioni degli organi e lo psichismo (o meglio: il temperamento) che traggono origine da quel foglietto embrionale dominante. Il Martiny ipotizzò che, nell'embriogenesi, il massimo impulso energetico di sviluppo possa essere fornito da "forze magnetiche di stimolo embriogenetico" regolanti le sottili correlazioni tra forma, funzione e psichismo. Il centro d'azione di queste forze elettromagnetiche, individuato nel diencefalo, si proietta quindi idealmente a livello del condotto uditivo esterno. E’ interessante rilevare che Damasio, famoso neuro-scienziato statunitense, nel suo ultimo libro “Il sé viene alla mente” colloca proprio in questo punto la sede ideale della coscienza. A questo punto possiamo costruire quattro biotipi"ideali". Endoblasta che corrisponde al brevilineo ipotonico, Mesoblasta che corrisponde al brevilineo tonico, Ectoblasta che corrisponde al longilineo ipotonico e infine il CORDOBLASTA, nel quale i foglietti embrionali sono ben armonizzati, e che corrisponde al tipo più vicino all'equilibrio biologico: il longilineo tonico. Nelle prossime settimane li analizzeremo singolarmente.


24/09/2019
Biotipo: un approfondimento scientifico


È possibile individuare tipi costituzionali umani, è facile osservare che le varie classificazioni nel tempo hanno seguito l’evoluzione storica del pensiero, orientato a comprendere e conoscere il funzionamento dell'organismo umano ma anche il suo fine evolutivo. Le prime classificazioni risalgono addirittura a 4000 anni fa (prima in ayurveda, India; poi in medicina cinese con la teoria dei 5 elementi) Nella nostra cultura occidentale le prime classificazioni risalgono al quinto secolo avanti Cristo, con Ippocrate di Coo il primo medico della nostra storia. Egli individuò 4 costituzioni, collegando gli elementi del Cosmo (terra, acqua, Aria e fuoco) a quattro biotipi con temperamenti diversi e differenti caratteristiche fisiologiche: linfatico, sanguigno, biliare e atra biliare. Seguì un lungo periodo di stasi in cui la cristianizzazione della società portò a ricerche di tipo morale-religioso piuttosto che biologico, in quanto la religione si pose come unica scienza capace di assolvere da sola la funzione di rispondere agli interrogativi e di fornire certezze dogmatiche. Nel Rinascimento l'attenzione si spostò dal Creatore al Creato e ripresero vigore gli studi sulla costituzione umana, poiché si ricercava nel Microcosmo umano la perfezione armonica del Macrocosmo. Fiorirono le scienze alchemiche, la sperimentazione si pose a cavallo fra scienza e magia, la medicina riprese vitalità ed in questo periodo personalità come quella di Paracelso introdussero dei concetti comela forza universale generatrice-archeus. Nuove classificazioni furono elaborate e costantemente integrate, seguendo le scoperte scientifiche, dal XVII° al XIX° secolo. Lo studio del biotipo nel mondo occidentale fu portato avanti, nel corso dei secoli, non solo da medici e biologi, ma anche da filosofi e artisti. Molte le classificazioni e molti i criteri utilizzati di volta in volta per classificare i tipi costituzionali: criteri morfologici, fisiologici, psicologici, metabolici, embriologici ed endocrinologici. Il modello delle costituzioni umane che vado a presentare nelle prossime settimane farà riferimento ad un modello del biotipo sviluppato negli ultimi 60 anni grazie all'apporto di due grandi medici del secolo scorso: Pende, endocrinologo italiano e Martiny, embriologo francese, entrambi culturalmente e professionalmente attivi nella prima metà del XX° secolo. Infine ne approfondirò gli aspetti PNEI, con un mio modello personale che ho sviluppato negli ultimi 10 anni e che ho presentato in occasione di convegni e corsi di formazione in tutta Italia


17/09/2019
La biotipologia umana: un viaggio attraverso la storia e la scienza.


Lo studio del biotipo, o ancora più precisamente delle costituzioni biologiche, è sempre stato di grande interesse in medicina. Molti autori si sono dedicati ad approfondire le caratteristiche legate alle costituzioni umane (biotipi), ricercando soprattutto l’eventuale interrelazione tra la morfologia dell’uomo, il suo atteggiamento mentale e la tendenza a contrarre determinate patologie. Ma le irripetibili peculiarità di ogni individuo, che potremmo considerare come espressione del patrimonio genetico di quell' individuo inserito nel proprio ambiente, rendono più complessa la classificazione. Infatti, da un punto di vista costituzionale, ogni individuo può essere definito come un insieme di caratteristiche morfologiche, fisiologiche e psicologiche che lo distinguono dagli altri individui della stessa specie, ma tali caratteristiche, solo in parte determinate dall’eredità, vengono influenzate a diversi livelli da fattori ambientali in modo apparentemente imponderabile. L’ambiente interagisce infatti con il bagaglio ereditario del soggetto, determinando in lui importanti trasformazioni che ne costituiscono la risposta adattiva. Siamo tutti il meraviglioso e complesso risultato di una continua interazione fra i nostri geni (ereditati) e l'ambiente in cui viviamo.


17/02/2019
Parte a Roma il Master di fitoterapia clinica e diagnosi genetica preventiva


Sabato 16 febbraio 2019 è partito il Master di fitoterapia clinica e diagnosi genetica preventiva. Al primo incontro erano presenti una trentina di medici, provenienti da diverse città d'Italia. Il corso, articolato in una serie d'incontri a cadenza mensile ed accreditato ECM,, è arricchito dal contributo di relatori molto noti nel capo della genetica e dell'immuno-allergologia. La dottoressa Ricottini Lucilla ha aperto il corso, in qualità di direttrice didattica, con una relazione sul rapporto tra genetica ed epigenetica e quindi sulla risposta adattati a del biotipo umano all'ambiente. Il dottor Armone Caruso Arturo ha offerto una sintesi molto interessante dello sviluppo della fitoterapia nella storia umana. A seguire un'illuminante relazione del prof.Andrea Calandrelli sulla complessità dei sistemi biologici ( complessitá in questo caso NON è il contrario di semplicità; piuttosto rimanda al lavoro "in rete" svolto dagli elementi sistemici). La dott.ssa Tomaiuolo Marilena ha presentato i nuovi trend diagnostici e terapeutici nelle riniti allergiche. Infine la dott.ssa Volterrani Anna ha relazionato magistralmente sullle allergie e sulle intolleranze alimentari, parlando anche della gluten sensitivity, argomento di grande attualità. La dott.ssa Rachele Mauro ha chiuso i lavori con dei protocolli di fitoterapia. Sulla pagina Facebook "nutrizione e genetica" della Dott.ssa Ricottini ( link dall'Home page) qualcosa in più sull'argomento della Gluten sensitivity.


30/12/2018
Corso di Formazione in Medicina Integrata, basato sulla diagnosi biotipologica


Parte a Milano, il 23 Febbraio 2019, il primo Corso di Formazione in Medina Integrata basato sulla diagnosi Biotipologica.Un corso della durata di 6 mesi, articolato in 6 incontri di un giorno ad impianto modulare, per cui ognuna delle giornate sarà dedicata ad argomenti diversi: Prevenzione, Nutrizione e Nutrigenomica, Sport, Anti-aging, Diagnostica di laboratorio. Il primo modulo si apre con una lezione della dott.ssa Lucilla Ricottini sui Biotipi umani: "Genetica ed epigenetica. Proposta di un modello interpretativo della malattia e preventivo della sua evoluzione. Cenni in chiave PNEI del Biotipo costituzionale" . A seguire è previsto l'intervento del Prof. Giuseppe Di Fede, Direttore del laboratorio di Diagnostica Personalizzata IMBIOlab, sui Test di Medicina Preventiva : Genetica ed Epigenetica basata sui Biotipi. Il Corso è riservato a Medici e Nutrizionisti e conferisce 40 crediti ECM. Possibile la partecipazione anche ai singoli moduli.



27/10/2018
Terapia Medica Integrata: approccio PNEI come chiave di lettura della fisiopatologia umana.


Sabato 27 ottobre si è tenuto a Pozzuoli un interessante convegno dal titolo "La Terapia integrata: recenti acquisizioni"; in collaborazione con Armone Caruso, Antonella e Lorenza Cicale e il prof. Antonio Del Prete. 
 La dottoressa Lucilla Ricottini ha aperto i lavori con una relazione sull'approccio PNEI come chiave di lettura della fisiopatologia umana, illustrando gli embricati rapporti tra individuo e ambiente e come da questi possa derivare la "modalità reattiva" del biotipo agli stressors.
Il convegno si è proposto di fare il punto sui vari aspetti della Psiconeuroimmunologia (PNEI). Essa, infatti, interessa il rapporto tra psiche, sistema immunitario e i vari distretti dell’essere umano. Con esperienze di vari specialisti a confronto e in accordo con i medici di medicina generale si è valutato lo stato dell’arte sul rapporto tra la salute emotiva comportamentale e il suo coinvolgimento nella risposta immunitaria. Una risposta che si basa inoltre, sulla influenza del microbiota presente soprattutto nel distretto nasale, sia in quello intestinale, sulla cute e negli occhi. Inoltre, il confronto con la medicina integrata e alimentazione, ha documentato ulteriori aspetti relativi al rapporto tra il mondo che ci circonda e la psiche e l’ alimentazione. Altri aspetti di notevole importanza sono stati, oltre a quello fisiopatologico introdotto dalla dott.ssa Ricottini, la chimica applicata all’alimentazione e le metodologie per lo studio del microbiota. L'evento si è tenuto presso l'Hotel Terme Neronensis ed è stato accreditato ECM



13/10/2018
Riparte il Master di Biotipologia e fitoterapia applicata


Il giorno 20 ottobre 2018 si terrà a Roma la lezione di "Biotipologia in età pediatrica e fitoterapia applicata". 
La dottoressa Lucilla Ricottini, insieme con la dottoressa Anna Volterrani, svilupperanno il tema delle difese immunitarie nei bambini e delle patologie respiratorie  più frequenti in età pediatrica, con particolare attenzione ai biotipi costituzionali. La dottoressa Rachele Mauro introdurrà ai  fitoterapici più utilizzati nel trattamento delle patologie respiratorie. Originale l'applicazione delle tecniche osteopatiche nella diagnosi e nel trattamento delle flogosi respiratorie, secondo le indicazioni del Dott. Francesco D'Ammando.




08/10/2018
Il biotipo Calcarea carbonica in Omeopatia costituzionale pediatrica


Un bambino è un organismo che, pur possedendo le potenzialità dell'adulto, si esprime in maniera diversa a seconda dell'età, dell'influsso ambientale e del momento specifico in cui viene osservato. Ecco perché il bambino è qualcosa di diverso da un adulto "piccolo". Quello che il pediatra osserva è un organismo dinamico, in continua evoluzione ed altrettanto mutevole nella propria espressione fisiologica e patologica. A questo proposito bisognerà porre attenzione a non confondere con patologie quelle che sono fasi di semplice impegno funzionale dell'organismo, il quale, attraverso una serie di momentanei turbamenti, tende all'equilibrio definitivo della struttura adulta. È quello che accade, ad esempio, alle fanciulle in fase puberale, quando presentano irregolarità del ritmo mestruale e, spesso, dismenorrea. Solitamente questo è un quadro transitorio che tende a risolversi spontaneamente nel giro di uno o due anni: ben diversa è la patologia di un ipovarismo endocrino. Per sintetizzare, in uno stesso individuo considerato in età diverse, si possono succedere differenti manifestazioni patologiche in contemporanea con differenti manifestazioni fisiologiche, soprattutto dal punto di vista dell'aspetto fisico, psichico e mentale dell'individuo. Sarà quindi necessario apprendere la chiave di lettura di ogni biotipo ed imparare a tradurre nel linguaggio di un organismo non ancora maturo, quelli che sono i segni ed i sintomi già conosciuti dall'adulto. Nel caso specifico dell'approccio al bambino, qualora non fosse possibile raccogliere dati anamnestici sufficienti e indicativi (ad esempo, nel caso di un lattante), ci sarà di prezioso aiuto lo studio della costituzione dei genitori, visto che in questa fase della vita l'ereditarietà in senso lato e le trasmissioni fisiopatologiche diventano indispensabili per determinare la biotipologia del piccolo paziente. Anche in un biotipo pediatrico le Forze Energetiche Fisio-Patologiche (FEFP) sono sempre tutte presenti in ogni organismo ma si esprimono di volta in volta con intensità e modalità differenti, rispettando una determinata gerarchia d'importanza legata alla costituzione stessa del biotipo e stabilita dalla trasmissione ereditaria e delle diverse sollecitazioni ambientali cui l'individuo viene sottoposto nel corso dell'esistenza; con questo si spiega sia il verificarsi di situazioni acute apparentemente non correlabili alla costituzione di base del soggetto (ad esempio, un otite da Ferrum phosphoricum in un soggetto endoblastico), sia l'espressione del neonato delle FEFP dominanti nei genitori, in quanto l'organismo del piccolo paziente non ha ancora subito un impatto ambientale (aggressioni batteriche o virali, sbalzi climatici, alimentazione errata, vaccinazioni ripetute, etc.) tale da mettere in atto i meccanismi di difesa e sollecitare le altre FEFP. Dopo una breve introduzione mirante a richiamare i principali concetti alla base della medicina omeopatica costiuzionale, vengono esaminate in dettaglio le caratteristiche pediatriche di base del biotipo Calcarea carbonica da un punto di vista omeopatico costituzionale, con brevi cenni di diagnosi differenziale con le altre costituzioni. CARATTERISTICHE DEL BIOTIPO Il farmaco costituzionale di base dell'endoblasta, la Calcarea carbonica, viene ricavato dal carbonato di calcio contenuto nello strato mediano dell'ostrica. E il medicinale costituzionale di base del biotipo cabonico (secondo la classificazione biochimica del Vannier) brevilineo astenico (secondo la classificazione endocrinologica del Pende) o endobasta (secondo la classificazione embriologica del Martiny). È il soggetto in cui predominano e si esprimono nell'ordine le seguenti FEFP psora-sicosi-tubercolinismo-fluorismo secondo la classificazione diatesica costituzionale. Il carbonato di calcio è un elemento presente in tutti gli organi, con particolare prevalenza di cuore, cervello fegato e milza; e inoltre il costituente fondamentale del tessuto osseo e dei denti. Questo sale diviene indispensabile nel periodo della crescita e dello sviluppo, allorché tutti i processi metabolici sono accelerati, il che spinge gli omeopati costituzionali a considerare Calcarea carbonica come uno dei rimedi per eccellenza della giovane età, in particolare dell'infanzia. L'assimilazione e la distribuzione del carbonato di calcio possono risentire di fattori ereditari (lue, TBC) o acquisiti (intossicazioni ed infezioni) che agiscono determinando alterazioni per eccesso di questo sale (provocando esostosi, concrezioni e calcolosi) o per difetto (le anomalie più frequenti). È importante precisare che un difetto di carbonato di calcio legato ad un mancato apporto alimentare deve essere corretto con integrazione dietetica mentre il difetto di assimilazione del carbonato di calcio è strettamente connesso alla costituzione del soggetto è in quest'ultimo caso che la medicina omeopatica può e deve intervenire. Il cacio presenta una pesante influenza sui processi di ossificazione, oltre a svolgere un importante ruolo di coordinamento nella fisiologia del sistema nervoso (ha una funzione moderatrice sull'eccitabilità), dei muscoli, della coagulazione del sangue (processo che necessita ioni calcio) e della circolazione linfatica. Esso inoltre interagisce con altri ioni influendo sulla fissazione dell'acqua a livello tissutale, sul sistema nervoso (il calcio ha un'azione rilassante, mentre il magnesio è un eccitante) e sul cuore (il cacio determina un rinforzo sistolico; il potassio causa un rinforzo diastolico). Nel soggetto endoblasta, caratterizzato costituzionalmente da anomalie nell'utilizzazione, nell'assimilazione e nella distribuzione del carbonato di calcio, verranno a determinarsi rallentamento ed insufficienza degli scambi organici con ritardo di ossificazione, stasi linfatica (e conseguenti disturbi del trofismo cellulare), aumento del lavoro cardiaco, spasmofilia e tendenza alle convulsioni, diminuzione del metabolismo basale. A tutto questo si aggiungono le disfunzioni endocrine proprie del biotipo a carico di tiroide paratiroide e gonadi, mentre le ghiandole surrenali sono impegnate in un tentativo spesso insufficiente di compenso. Esso perché Calcarea carbonica è il rimedio di base dell'endoblasta e si adatta bene a soggetti scrofolosi rachitici, adiposo genitali o spasmofili, perché in essi si ritrovino le caratteristiche fondamentali del biotipo (Santini, 1994). Il bambino endoblasta è tipicamente obeso, di carnagione chiara, freddoloso e torpido. Ad un esame generale il lattante apparirà ben nutrito ed in ottima salute ma la palpazione rivelerà un sottocutaneo flaccido e delle masse muscolari ipotoniche. Inoltre questo soggetto tenderà al rachitismo con epifisi allargate e testa grande. La chiusura delle fontanelle sarà lenta ed inoltre ci saranno facili sudori circoscritti, soprattutto alla testa ed al volto quando il bambino dorme o si alimenta (bagna caratteristicamente il cuscino mentre dorme). I piedini sono freddi e sudati (da cui la diagnosi differenziale con il Sulphur). Spesso è presente crosta lattea, preludio ed eczemi ed orticarie in età successive; il bambino è soggetto a diarree ricorrenti acide che irritano la regione perineale. L'eruzione del primo dente è tendenzialmente ritardata e si accompagna a diarrea ed a disturbi del sonno, con vere e proprie crisi di pavor. Il lattante Carbonico presenta una notevole suscettibilità alle correnti d'aria con facili raffreddamenti, anche se protetto dall'allattamento al seno (con trasmissione passiva degli anticorpi) ed è soggetto di otiti ed otalgie. A questo proposito si raccomanda di eseguire sempre l'otoscopia nel lattante di costituzione carbonica in coincidenza di un'improvvisa inappetenza oppure quando si lamenta anche in assenza di febbre o di un dolore evidente. Il bambino può facilmente ammalarsi di bronchiolite durante i primi due anni di vita, questo non tanto per l'attivazione della FEFP tubercolinica, quanto per il linfatismo costituzionale dei soggetti endoblastici che aggrava il deficit immunitario fisiologico in questa età e spiega la tendenza alla produzione di catarri abbondanti durante le infezioni respiratorie. Il carbonico è un bambino tardivo nel compiere i primi passi, sia per il ritardo di maturazione del sistema nervoso, sia per il frequente eccesso ponderale a fronte di un tono calcico poco brillante. È tardivo anche nel parlare. Il pene è piccolo ed è presente ritenzione dei testicoli nel canale inguinale. Con il procedere del processo di crescita il bambino sviluppa una personalità che ricorda quella dell'ostrica: molle, freddo, inerte, con una spiccata tendenza a chiudersi ostinatamente in sé stesso. Tendenzialmente pigro (perché tendente a risparmiare le scarse energie), è anche pauroso. Ha paura soprattutto del buio ed è difficilissimo calmarlo, al punto da avere convulsioni per lo spavento. La sua caratteristica di base è quella di presentare un peggioramento sintomatologico per qualunque sforzo fisico o mentale (persino lo sforzo viscerale dell'evacuazione). Sono questi i soggetti che migliorano nelle fasi di stipsi. Il sistema osteoarticolare lamenta una notevole facilità alle storte delle caviglie ed alla scoliosi da postura viziata, entrambe causate dalla debolezza costituzionale dei legamenti. Il bambino carbonico presenta inoltre facili sudorazioni con l'esercizio fisico e raffreddamenti con catarri nasali cronici, oltre ad avere ali del naso ispessite ed ulcerate, tonsille ipertrofiche e molli e vegetazioni adenoidee con adenomegalia laterocervicale; tende inoltre alle eruzioni cutanee di tipo trasudativo al cuoio capelluto ed alle regioni retro-articolari. È il classico bambino linfatico-torpido, privo di vigore e di iniziativa personale, scegliendo di impegnare molto del suo tempo a stare seduto a fare poco o niente. Psicologicamente presenta una notevole sensibilità che lo rende molto sensibile alla presa in giro. Pertanto, essendo impacciato e goffo nei movimenti, invece di perseverare abbandona i giochi e si rifugia nell'introiezione sentendosi sconfitto o deriso. È timido e triste, ma piange se viene rimproverato. È intelligente ma non regge lo sforzo intellettuale: è il classico scolaro che si impegna, clamo e volenteroso, ma con scarso rendimento (soprattutto in matematica). Dietro un aspetto esteriore di calma apparente e di ostinazione nasconde ansie e paure di cui si vergogna. Ha un bisogno di punti di riferimento, quali la sua famiglia e le sue abitudini. Arriva stanco alla sera e stenta ad addormentarsi per l'eccitazione eccessiva. Dal punto di vista tegumentario, alcuni bambini carbonici hanno la pelle fina e delicata con vene visibili in trasparenza, ciglia lunghe e capelli fini e sottili. In questi soggetti si sta probabilmente esprimendo dla FEFP tubercolinica per sollecitazioni ambientali o per ereditarietà (ricordiamo a questo proposito che il nosodoe TR è spesso utilizzato in soggetti endo- o mesoblastici con anamnesi famigliare positiva per TBC). Tra l'altro, il bambino che richiede Calcarea carbonica è spesso affetto da verminosi ricorrenti. Nella fanciullezza tende ad avere una relativa diarrea con feci pallide apparentemente prive di pigmento biliare, mentre normalmente il soggetto presenta stipsi. Il fegato è all'arco dolente. Pirosi con vomito acido, addome gonfio e meteorico: nei carbonici tutto è acido (feci, vomito e sudori). In età adolescenziale, il maschio presenta muscolatura debole e richiede riposo e tranquillità; se femmina è grassa, clorotica e caratterizzata da palpitazioni cardiache dispnea e cefalea (per la sua anemia costituzionale ulteriormente peggiorata dalle mestruazioni). A questo riguardo ricordiamo che le ragazze di costituzione carbonica hanno mestruazioni precoci ed abbondanti che stentano a regolarizzarsi. Dal punto di vista alimentare, l'endoblasta gradisce uova (bollite) dolciumi e cibi indigesti, mentre non gradisce la carne, il latte (che mal digerisce) ed i grassi. In ogni caso non ama i cibi caldi e, pur freddoloso, preferisce bevande fredde e gelati. Può soffrire di vertigini e peggiora in montagna. 

 CONCLUSIONI Quando detto in materia di omeopatia pediatrica a carica del biotipo Calcarea carbonica non cerca come interlocutori i pediatri, i quali per studi specifici ed esperienza diretta incontrano le difficoltà minori nel decifrare segni e sintomi del bambino, ma soprattutto i medici non pediatri che, da omeopati, vengono comunque in contatto con i bambini ed il loro universo espressivo. È fondamentale sottolineare l'estrema rarità di un quadro così didatticamente ben descritto, essendo molto più facile incontrare nella vita professionale delle costituzioni di carattere misto, prevalentemente di carattere endomesoblasta. Il vero obiettivo del medico omeopatico sarà, in quel caso isolare i segni e le caratteristiche proprie della costituzione dominante del momento fisiopatologico: se viene rilevato uno squilibrio a carico delle funzioni vitali del biotipo, sarà necessario attuare una terapia mirante a riportare il tutto in equilibrio. In caso di benessere del soggetto, invece, l'intervento omeopatico avrà l'importantissimo scopo di facilitare tutti i processi di accrescimento, liberandoli da inopportuni squilibri fisiopatologici. 



 Pubblicato il 25/07/2018 Categorie: OMEOPATIA PER BAMBINI Autori: Lucilla Ricottini, Gino Santini, Stefania Graziosi Fonte: Il Medico Omeopata - Rivista



26/06/2018
Corso postgraduate Biotipologia umana in chiave PNEI Relatrice: Dr. Lucilla Ricottini


Si è tenuto a Roma il 23 e il 24 giugno il corso post-graduate di Bíotipologia umana e PNEI, presso la prestigiosa sede del CSOT , in piazza dell'Enciclopedia. Conduttrice del corso, la dottoressa Lucilla Ricottini. 
Ma perché l'inquadramento  biotipologico può interessare l'osteopata?

Il biotipo costituzionale è l'espressione fenotipica (somatica) del patrimonio genetico di un individuo inserito nel proprio ambiente e la conoscenza del terreno individuale permette all'operatore sanitario di comprendere la fisiologia del suo paziente e a prevederne la suscettibilità a futuri eventi morbosi, così come la predisposizione ad alcune patologie croniche.

La conoscenza del biotipo, inoltre, orienta e sostiene il terapeuta nella scelta della trattamento più idoneo, anche nell'ambito della medicina manuale.

Le più attuali conoscenze dell'immunologia, dell'endocrinologia e soprattutto delle neuroscienze, aiutano a comprendere i fini meccanismi che sono alla base della reattività umana, come ad esempio: la postura e gli adattamenti morfologici; la maggiore vulnerabilità di alcuni individui ad infezioni virali piuttosto che batteriche; la predisposizione a patologie allergiche piuttosto che a quelle autoimmuni; la tendenza al sovraccarico epatico o all'ingorgo linfatico; lo sviluppo delle specifiche neuropersonalità e la risposta allo stress .

È stata inoltre proposta l'alimentazione più idonea per i vari soggetti , proprio in funzione delle caratteristiche metaboliche individuali, al fine di poter ridurre i carichi digestivi e modulare la risposta infiammatoria.
 Particolare attenzione è stata data ai contributi della scuola di endocrinologia del Pende, dell'embriologia di Martiny e dell'omeopatia classica (Antonio Santini);

Si è studiato il rapporto tra costituzioni e temperamento secondo lo Sheldon, per arrivare infine all'integrazione delle attuali conoscenze sulla risposta immunitaria, sulla cascata dei neuropeptidi e sui meccanismi epigenitici.
È stato possibile comprendere e apprendere perché ognuno risponda alle richieste dell'ambiente con proprie e specifiche modalità e come sia possibile individuare, proprio dal modo di rispondere agli stressor, la struttura di base dei pazienti in ogni fascia d'età: dal bambino all'anziano.

Questa specifica lettura del biotipo,elaborata in chiave PNEI (psiconeuroimmunologica), è un lavoro originale della dott.ssa Lucilla Ricottini, nato da studi approfonditi condotti sulla base di una trentennale esperienza professionale, specificamente nell'ambito della medicina omeopatica costituzionale. 




04/04/2018
Biotipologia umana in chiave PNEI: master annuale ad indirizzo fitoterapeutico


È iniziato il 24 marzo 2018 il master annuale in Bíotipologia umana in chiave PNEI: un'introduzione alla fitoterapia e alle tecniche manuali osteopatiche nella prevenzione e nella cura delle malattie croniche, riservato ai medici e aperto anche ai fisioterapisti.
La direttrice didattica del corso, la Dottoressa Lucilla Ricottini, ha introdotto i partecipanti ad una nuova lettura della fisiopatologia umana che mette particolare attenzione all'espressione del patrimonio genetico dell'individuo, inserito nel proprio ambiente e sottoposto a stimoli fisici ed emozionali. Si è parlato infatti di epigenetica, nuova disciplina scientifica che Thomas Jenuwein (Vienna, Austria) così ha descritto in modo magistrale : "La differenza fra genetica ed epigenetica può essere paragonata alla differenza che passa fra leggere e scrivere un libro. Una volta scritto il libro, il testo (i geni o le informazioni memorizzate nel DNA) sarà identico in tutte le copie distribuite al pubblico. Ogni lettore potrà tuttavia interpretare la trama in modo leggermente diverso, provare emozioni diverse e attendersi sviluppi diversi man mano che affronta i vari capitoli. Analogamente, l'epigenetica permette interpretazioni diverse di un modello fisso (il libro o il codice genetico) e può dare luogo a diverse letture, a seconda delle condizioni variabili con cui il modello viene interrogato". 
La conoscenza dell'epigenetica permette al medico di comprendere la risposta adattiva di ogni paziente e gli consente di prevedere l'evoluzione delle patologie , alle quali costui è predisposto per costituzione. E' anche possibile individuare i cibi salutari e quelli pro-infiammatori ( nutrigenomica) per ciascun paziente e scegliere le piante medicinali più adatte al trattamento degli organi malati o da drenare.
Il master si articola in 6 seminari a cadenza mensile , di cui l'ultimo si terrà il 24 novembre 2018.
La partecipazione all'intero corso offre 50 crediti Formativi.
In allegato il programma dettagliato.





La biotipologia in chiave PNEI


05/02/2018
La Biotipologia umana come chiave di lettura ed inquadramento delle rinopatologie


Il 3 febbraio 2018 si é tenuto a Civita Castellana un convegno dedicato ai soci AICNA ( Associazione Italiana di CitoAllergologia Nasale), per promuovere l'utilizzo della fitoterapia come alternativa od integrazione alla terapia convenzionale, in alcune patologie del rinofaringe. La giornata è stata aperta dalla dottoressa Lucilla Ricottini con una relazione sul Biotipo e la neuro-immuno-endocrinologia, interessante chiave di lettura per comprendere le risposte adattive dell'organismo all'ambiente e la possibilità di utilizzare terapie orientate al terreno individuale. Ha seguito un'interessante relazione del professor Giuseppe Di Fede, sulle nuove tecniche di diagnostica genetica e sugli Alcat test, esami di ultima generazione atti ad individuare alimenti e sostanze alla base di patologie infiammatorie ed immunologiche di tipo non allergico. Si è evidenziata chiaramente la correlazione tra i diversi biotipi e l'insorgenza di specifiche intolleranze. La dottoressa Marilena Tomaiuolo ha chiuso i lavori, presentando un interessante studio preliminare sull'utilizzo di RinoMed, spray nasale a base di fitocomplessi, nel trattamento delle poliposi nasale e delle più frequenti rinopatologie. Ha seguito una tavola rotonda vivace e partecipata.


14/01/2018
Offrire al medico nuove strategie di cura : Biotipologia in chiave PNEI come strumento al servizio di chi opera per la salvaguardia della salute.


Il 13 gennaio 2018, in un prestigioso studio medico romano, è stato presentato ai medici del Servizio Sanitario Nazionale il nuovo corso di "Biotipologia umana in chiave PNEI". Il corso partirà il 24 marzo 2018 e si terrà con vari incontri a cadenza mensile, nell'arco dell'intero anno 2018. Durante la presentazione, la Dott.ssa Lucilla Ricottini e la Dott.ssa Rachele Mauro hanno illustrato ai 20 colleghi presenti quali specifici strumenti diagnostici e terapeutici verranno forniti nei 6 incontri mensili e quali nuove metodiche, per mantenere l'equilibrio di salute armonizzando antica tradizione medica e conoscenze scientifiche attuali. "Parlare del Biotipo in chiave PNEI, ovvero Psico neuro immuno endocrina, vuol dire riconoscere in ogni individuo specificità e peculiarità fisiologiche e psicologiche " ci spiega la dott.ssa Ricottini, attualmente una dei maggiori esperti in Italia nel campo della biotipologia umana. " La conoscenza del biotipo orienta il medico nell' individuare le cause eziologiche e lo aiuta nell' elaborare una terapia personalizzata . Negli ultimi anni di lavoro e studio, ho particolarmente approfondito l'aspetto della neuro-personalità del biotipo, elaborando un efficiente modello per l' inquadramento diagnostico e la scelta terapeutica, in tutti i più frequenti stati di disfunzione /o patologia." Interviene la Dott.ssa Mauro, fitoterapeuta esperta e docente della materia, che da oltre 30 anni offre ai propri pazienti un servizio di medicina integrata e di promozione dei corretti stili di vita. "Ho l'obbiettivo di trasmettere ai colleghi un nuovo approccio alla fitoterapia, antica arte di cura, che mira al rispetto delle tradizioni , integrando al contempo le nuove tecniche farmaceutiche. Questo significa nello specifico: garantire la qualità e la scelta delle materie prime di partenza; ottimizzare la titolazione del principio attivo, la standardizzazione e biodisponibilità. Solo così è possibile garantire che quel " rimedio naturale" abbia la validità scientifica di un farmaco". Sempre nell'ottica dell' approccio olistico al paziente, il Dott. Francesco D'Ammando con altri colleghi, trasmetteranno ai partecipanti al corso alcuni principi e tecniche di Osteopatia, ad integrazione della diagnosi e come possibile supporto alla fitoterapia nel drenaggio e nella riattivazione dei sistemi biologici. Ai partecipanti verranno conferiti 50 Crediti ECM
I medici intervenuti hanno apprezzato impegno e professionalità delle relatrici, e soprattutto l'originalità del corso proposto.
(R.M.L.R.)




01/03/2017
Corso di Biotipologia umana in chiave PNEI


Il 25 marzo 2017 ha inizio il Corso di "Biotipologia umana in chiave PNEI applicata alla fitoterapia e alla terapia manuale", sotto la direzione didattica della Dott.ssa Lucilla Ricottini. Il biotipo costituzionale è l'espressione fenotipica ( somatica) del patrimonio genetico di un individuo inserito nel proprio ambiente e la conoscenza del terreno individuale permette al medico di comprendere la fisiologia del suo paziente e a prevederne la suscettibilità a futuri eventi morbosi, così come la predisposizione ad alcune patologie croniche.
La conoscenza del biotipo, inoltre, orienta e sostiene il terapeuta nella scelta della cura. La  specifica lettura del biotipo in chiave PNEI ( psiconeuroimmunologica) nasce da studi approfonditi che la dottoressa Ricottini ha condotto negli ultimi anni e dalla sua trentennale esperienza professionale nell'ambito della medicina omeopatica costituzionale. Le più attuali conoscenze dell'immunologia, dell'endocrinologia e soprattutto delle neuroscienze, aiutano a comprendere i fini meccanismi che sono alla base della reattività umana, come ad esempio: la maggiore  vulnerabilità di alcuni individui ad infezioni virali piuttosto che batteriche; la predisposizione a patologie allergiche piuttosto che a quelle autoimmuni;  lo sviluppo di specifiche neuropersonalità. Verrà inoltre proposta l'alimentazione più idonea per i vari soggetti . L'intero corso si articola  in otto incontri a cadenza mensile, durante i quali verranno offerte ai partecipanti "pillole" formative in fitoterapia ed alcune manovre diagnostiche dell'osteopatia , per ognuno dei biotipi descritti. Il Corso conferisce 50 crediti formativi ( ECM) 
Sede degli incontri l'Hotel Falisco di Civita Castellana.



30/09/2016
A Roma , il 15 ottobre, il IV° Convegno di Biotypology


Quest'anno si parlerà di sindromi ansiose e patologie gastrointestinali, in correlazione al terreno biologico individuale. A seguire un articolo  del Dott. Gino Santini, uno degli organizzatori del convegno, pubblicato su "Omeopatia 33".
Le motivazioni alla base di una giornata di studio come "Biotypology 2016", giunto quest'anno alla sua quarta edizione, si basano su di una necessità sempre più sentita, legata alla maggiore diffusione di patologie croniche, scarsamente considerate nella loro evoluzione clinica e che richiedono una strategia terapeutica più completa. Da un lato le problematiche cliniche legate alle cronicità, conseguenza dell'invecchiamento costante della popolazione, dall'altro la richiesta da parte dei pazienti che vorrebbero aggiungere una maggiore qualità di vita agli anni che si accumulano; due le necessità da approfondire, come due gli argomenti che verranno trattati a Biotypology 2016, sindrome ansiosa e disturbi gastroesofagei, presi come esempio di disturbi che la medicina moderna cura ma spesso non risolve. La vita di un paziente cronico è tutta qui: trattare un fatto acuto legato alla cronicità va benissimo, ma non risolve il problema alla radice, che si impianta su di una predisposizione costituzionale poco approfondita a livello clinico e alla ricerca di un modello che la descriva in modo adeguato. In pratica, si chiude il problema a valle, ma non si fa nulla a monte. Su questo - ma anche sulla ricerca di integrazioni scientificamente corrette e sostenute da adeguate evidenze cliniche - si impiantano le strategie di Medicina Integrata, miranti a valorizzare la storia clinica del paziente, che viene visto e rivisto come un film per capirne la trama e per allargare la cassetta degli attrezzi in dotazione a medici e farmacisti con strumenti nuovi e più adatti ad attuare una reale medicina preventiva; si allarga il campo e si considera il paziente nella sua integrazione con l'ambiente, che viene finalmente compreso nel suo ruolo di miglioramento costituzionale dell'individuo, ma anche di implacabile innesco di cronicità. Tutto questo, da oltre quaranta anni, ha rappresentato e rappresenta per l'ISMO la vera sfida per il futuro, in un percorso di reale integrazione con le usuali strategie terapeutiche di stampo accademico. L'evento è gratuito ed eroga 9 crediti ECM, previa iscrizione presso la segreteria del convegno; un'ottima occasione per completare la quota personale di crediti ECM necessaria a soddisfare il triennio 2014-2016. Biotypology è anche inserita nell'elenco di iniziative in convenzione con la Scuola Nazionale di Omeopatia Clinica della Siomi e, in applicazione ai criteri della Scuola, contribuisce al monte orario del curriculum didattico.


30/01/2013
La teoria del biotipo alla luce delle moderne acquisizioni della psiconeuroendocrinologia: una nuova chiave interpretativa sviluppata e proposta dalla dottoressa Lucilla Ricottini


Nei giorni 12 e 13 gennaio 2013, la Dott.ssa Ricottini Lucilla ha tenuto una lezione magistrale di biotipologia umana, integrando alcuni  principi della Medicina omeopatica costituzionalista con quelli della nuova branca medica chiamata PNEI (PsicoNeuroImmunoEndocrinologia). La dottoressa Ricottini è uno dei massimi esperti di Biotipologia umana in Italia; è stata allieva del professor Antonio Santini e successivamente didatta per l'Ismo fin dal 1992. L'originalità della lezione tenuta presso l'Ordine dei Medici di Lecce, sta nell'integrazione dei principi base della teoria costituzionale con le nuove acquisizioni scientifiche delle Neuroscienze. Questo modello integrato permette di comprendere i fini meccanismi neuroendocrini, che sono alla base dei diversi fenotipi costituzionali. La lezione si è svolta nell'ambito della Scuola di Medicina Biologica di Regolazione ed è stata molto apprezzata dai numerosi medici presenti.

Ha suscitato particolare interesse la chiave di lettura dei temperamenti e di alcuni comportamenti correlati, proposta dalla dottoressa Ricottini su lavoro originale. Perchè un soggetto può essere  sempre avido di nuove esperienze, mentre un altro evita il rischio ed un terzo è addirittura pauroso ed inibito? E perchè gli stessi soggetti possono modulare e parzialmente modificare tali aspetti delle proprie "neuro-personalità" con la dieta, lo sport o addirittura la meditazione? 

Inoltre: è possibile stabilire una correlazione tra il rischio di sviluppare specifiche patologie e la  costituzione di un individuo? E quanti e quali sono i tipi costituzionali e secondo quali criteri scientifici è possibile individuarli?

 L'evento, che è stato accredito per gli ECM, verrà replicato a Roma il 23 e 24 febbraio 2013.



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