Comunicazione Nonviolenta

La comunicazione nonviolenta (CNV in italiano, Nonviolent Communication o NVC in inglese) è allo stesso tempo una pratica ed un processo di comunicazione, ideata e messa a punto durante 40 anni di ricerca appassionata ed infaticabile da Marshall Rosenberg, psicologo statunitense allievo e poi collega di Carl Rogers.
La CNV offre un prezioso contributo alla comunicazione con se stessi e con gli altri, e può realmente cambiare la vita delle persone che la praticano: in famiglia, nella scuola, nel lavoro, tra persone appartenenti a culture, religioni e situazioni politiche differenti.

Marshall Rosenberg era cresciuto in una cittadina americana violenta, teatro di scontri ideologici, etnici e religiosi.
Studiando psicologia clinica, si interessò soprattutto alle vite dei “portatori di pace” e a tutte quelle discipline in grado di aiutarlo nella comprensione e nella risoluzione dei conflitti, arrivando infine ad integrare tutte le sue competenze nel processo da lui stesso chiamato “comunicazione non violenta”. Marshall Rosenberg diffuse la CNV con passione infaticabile e fiducia per tutta la sua vita. Nel 1984 fondò il “Center for Nonviolent Communication”, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro con più di 100 formatori in 30 paesi nel mondo.

La Comunicazione Nonviolenta è suggestiva e conquista, perché suggerisce un metodo facile da comprendere ed efficace per andare alla radice della violenza, del dolore e dei conflitti.
Si fonda in sostanza nel: portare alla luce i bisogni che stanno alla base di ciò che facciamo o diciamo; riconoscere e dare un nome, ai propri sentimenti e a quelli delle persone con le quali entriamo in relazione; fare richieste chiare e "fattibili".

Il metodo è semplice in apparenza, ma richiede intenzione, capacità di consapevolezza e apertura empatica.
Con la CNV si tengono seminari per insegnanti, psicologi, genitori, mediatori, manager, detenuti e guardie carcerarie, polizia, personale militare, clero e personale della pubblica amministrazione. In questi anni, insieme con altri formatori non certificati e di grande esperienza, ho realizzato numerosi corsi di formazione per genitori, insegnanti e medici.
I corsi sono sempre a carattere esperienziale e prevedono l'acquisizione delle nuove competenze ed abilità, attraverso esercizi e simulazioni.

Con queste stesse modalità, io e i miei colleghi abbiamo lavorato per molti anni con la CNV nella gestione dei conflitti, in alcuni importanti ospedali romani e del nord Italia. Attualmente è in corso, all'interno di una scuola secondaria della città di Roma, un progetto sperimentale che mira a ridurre gli atti di bullismo e l'abbandono scolastico, attraverso la promozione di atteggiamenti pro-sociali e di competenze empatiche con la CNV. Il progetto è realizzato in collaborazione con un istituto universitario e vede coinvolti alunni, genitori e professori.

News



15/04/2019
Una bellissima esperienza di Formazione in una scuola romana


Martedì 9 aprile, con l'associazione PAROLECHEFUNZIONANO di cui faccio parte, abbiamo terminato il ciclo di formazione in CNV ( comunicazione nonviolenta di M.Rosenberg) a 24 docenti della scuola Pertini-Falcone. Formazione in empatia, ma sarebbe per alcuni di loro formazione in "miracoli": sono loro che devono rimanere presenti e connessi, autentici e congruenti, prendersi cura dei propri bisogni e contemporaneamente di quelli dei ragazzi... anche quando.... anche quando... La scuola è a Tor BellaMonaca, si può immaginare il contesto! Eppure è proprio lì che si possono raccogliere soddisfazioni e affetto, a fronte di impegno e fatica. La Preside "ci tiene", è una guerriera con un grande cuore, i professori ( almeno quelli che abbiamo conosciuto) "ci tengono" e lavorano sodo. Grazie alla Preside Picca, grazie ai 24 proff. È stata una grande esperienza. Prossimo obbiettivo lavorare con i ragazzi, forse la classe più difficile, per stimolare le competenze pro-sociali... parole tecniche per dire: contribuire a rendere la loro vita più bella, più facile, più ricca di connessione e scambio con gli altri. Passo ancora successivo: impiantare un sistema di giustizia riparativa. Qualcuno di voi ne ha sentito parlare? 
Se siete interessati a questo argomento e desiderate informazioni,  potete contattare l'associazione scrivendo una mail a 
info@parolechefunzionano.it 

Come pediatra e come donna sono felice di poter contribuire all'espressione e alla crescita dei ragazzi, sono loro il futuro.



19/02/2019
La comunicazione Nonviolenta e. La giustizia riparativa: una possibilità reale.


Si tiene  presso  l'Università Roma3- Corso di Laurea di Scienza della Formazione- ,  il Master in "Educazione affettiva e sessuale, clinico e forense ,per l'infanzia e l'adolescenza e la genitorialità "  diretto dal Prof. Matteo Villanova. Venerdì 15 febbraio 2019 , nel corso del Master, il dott. Lorenzo Salvi e la dott.ssa Lucilla Ricottini hanno condotto il seminario sulla Giustizia riparativa con la Comunicazione Nonviolenta (CNV). E’ opportuno distinguere il processo di giustizia riparativa in senso letterale, che avviene quando c’è stato già un evento dannoso, dalle pratiche riparative, che sono processi da applicare quotidianamente nel contesto sociale, per promuovere l’atteggiamento empatico e favorire la connessione tra i partecipanti. Nel primo caso, quello della giustizia riparativa, l’intervento costituisce una prevenzione terziaria, perché attraverso il recupero dell' armonia e il ripristino delle relazioni sociali può evitare la ricaduta e il ripetersi dei comportamenti dannosi; nel secondo caso, quello delle pratiche riparative , si interviene con una prevenzione secondaria, perché permette il formarsi di un linguaggio condiviso, il riconoscimento di sentimenti e valori condivisi o comunque presenti nel gruppo sociale, così da creare una connessione tra tutte le persone e prevenire azioni dannose. La CNV costituisce uno strumento elettivo in tutte le pratiche riparative, in quanto invita a collegarsi a quello che è vivo nelle persone, ovvero ai sentimenti e ai bisogni soddisfatti o insoddisfatti che sono alla base delle strategie comportamentali. Collegarsi ai sentimenti e ai bisogni di tutte le persone coinvolte permette di recuperare l'aspetto umano di ognuno e offre una possibilità reale di recupero del corpo sociale attraverso la scelta condivisa di un'azione " riparativa" e quasi " rigenerativa" in caso di danno a cose o persone.I conduttori del seminario ,il dott.Lorenzo Salvi e la dott.ssa Lucilla Ricottini, hanno scelto una formula esperienziale.Al master annuale partecipano insegnanti, avvocati , psicologi e mediatori, assistenti sociali, educatori  e funzionari pubblici


10/02/2019
I circoli riparativi CNV nella scuola: un'esperienza con Dominic Barter, finalmente in Italia


Dal 25 al 27 gennaio 2019 insieme agli amici dell'Associazione di promozione sociale "PAROLECHEFUNZIONANO", ho vissuto un'intensa esperienza formativa sulla giustizia riparativa nella scuola. 
L' incontro è stato organizzato da Giovanna Castoldi, formatrice CNV certificata, e si è tenuto a tra Padova e Bassano del Grappa. Prima dell'evento c'è stata una tavola rotonda sul tema, alla quale ha partecipato un nutrito gruppo di insegnanti e dirigenti scolastici, tra i quali la vice presidente dell'Associazione Nazionale Presidi (ANP) , prof. ssa Cianfruglia. Il trainer, Dominic Barter, da oltre vent'anni conduce nelle scuole brasiliane i circoli riparativi in risposta ad accadimenti dolorosi, anche gravi. Immaginiamo che alcune di queste scuole si trovano nelle favelas e che è possibile che qualche studente, appena fuori dall'aula, imbracci un fucile e spacci droga. Sono quindi a volte esperienze estreme, eppure un passo si può fare anche in queste situazioni, per incontrare l'umanità dentro ciascuno dei protagonisti, passando dal giudizio formale all'assunzione delle responsabilità riconosciute. Non ci sono vittime e colpevoli, ma piuttosto " chi ha commesso l'atto" e " chi ha subito l'atto". Nel circolo si incontrano tutti coloro che si sono sentiti coinvolti nel fatto doloroso , anche i genitori, i compagni di classe, gli insegnanti. Il circolo viene facilitato da una persona che non è coinvolta nell'evento e mira a riequilibrare i rapporti all'interno della comunità, poichè durante il circolo emergono i bisogni e i sentimenti dei partecipanti. Pertanto questi circoli riparativi costituiscono un esempio di CNV ( comunicazione non violenta) in azione. Come suggerisce Dominic Barter: quando si comprendono le vere ragioni di una strategia infelice e quando chi ha subito può comprendere ( non giustificare!) la motivazione di chi ha agito e quando il dolore di chi ha subito viene ascoltato dal responsabile del fatto, allora la riparazione può avvenire in maniera condivisa ed è possibile che l'attore venga realmente reintegrato nella comunità. Come donna e come professionista ( medico pediatra) sono rimasta affascinata dalla potenza di questo strumento educativo ed evolutivo e desidero contribuire alla sua diffusione nel mondo scolastico. La salute psicologica dei nostri ragazzi si fonda su relazioni sane , sulla possibilità di essere ascoltati e sulla capacità di ascoltare.

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14/09/2018
Parlare con i bambini di lutti o violenze con la Comunicazione nonviolenta di Marshall Rosemberg


Qual è il modo migliore per avvicinare il bambino a temi delicati e a emozioni spiacevoli? Affrontare con i bambini alcuni temi ed esperienze difficili della vita è spesso un tabù per gli adulti, perché sono i primi ad avere difficoltà nell’accettare i pensieri e le emozioni che suscitano. Ogni genitore, ancor prima di parlarne con il bambino, dovrebbe chiedersi: in che rapporto sono con questo argomento? Che emozioni mi trasmette? A quali esperienze di vita mi rimanda? Dire sempre la verità . Mentire, tacere, nascondere serve solo a confondere e turbare il bambino e a mettere a rischio, anche profondamente, la fiducia che nutre nei suoi genitori. Il bambino ha diritto di conoscere sempre la verità sulle cose che lo circondano. Naturalmente deve essere una verità adeguata alla sua età e al suo livello di comprensione. Non avere paura delle emozioni Spesso non si riesce ad accettare l’idea che il bambino possa provare sofferenza, dispiacere, tristezza, dolore. Compito del genitore è insegnargli a riconoscere queste sensazioni, accettarle, condividerle e anche superarle. Come fare? Dare l’esempio è certamente la strada più efficace. Prepararsi. Non bisogna aspettare l’ultimo momento per preoccuparci di come affrontare le difficoltà. Rimandare, pensare «tanto a me non succederà» o affidarsi solo all’istinto non dà mai buoni frutti. Quali strategie abbiamo a disposizione per affrontare temi come la morte, la malattia e la violenza, insieme ai bambini? La comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosemberg (CNV) è una  pratica che permette di realizzare una modalità di connessione empatica con il bambino comunicare Ed aiuta e sostiene nel trasmettere le informazioni anche più difficili , con grazia ed onestà .
La pratica della CNV richiede soprattutto intenzione : intenzione di connettersi con le proprie emozioni e con i propri bisogni, vivi in quel momento, e poi con quelli del bambino. Ad esempio: Cosa starà vivendo il bambino in quel momento? Avverte forse tensione o dolore intorno a sè  e questo  genera in lui insicurezza e paura? Oppure è arrabbiato, perché si sente escluso e non ne capisce la ragione, mentre invece vorrebbe partecipare a  tutto quello che accade intorno a lui? Oppure...? La cosa più importante è che il genitore sappia centrarsi su di sé,  riconoscendo le proprie  emozioni vive in quel momento , e poi andare intuitivamente/ empaticamente verso il bambino offrendogli con le proprie domande la possibilità di  dare un nome anche ai propri sentimenti e ai propri bisogni. La bellezza della CNV è che non insegna parole specifiche , ma aiuta e sostiene  il processo per trovare le parole migliori, ognuno le proprie



16/09/2017
La comunicazione Nonviolenta come strategia d'intervento per il sostegno al nucleo famigliare


Come definire oggi la famiglia? Sicuramente superata,  dalla forza travolgente dei fatti, l'immagine tradizionale della famiglia come unione affettiva e giuridica di due o più individui che vivono nella stessa abitazione, legati da rapporti di parentela o affinità. Oggi gli individui che costituiscono una famiglia possono vivere in case separate o vivere nella stessa casa da separati; possono essere dello stesso sesso; possono  crescere insieme figli adottati o separatamente figli naturali .. Il professor Matteo Villanova, Neuropsichiatra psicoterapeuta e docente di psicopatologia forense , ha organizzato l'interessante Master di I livello in Educazione affettiva e Sessuale per l'Infanzia l'Adolescenza e la Genitorialità, mostrando come negli anni si sia modificato  il concetto di famiglia e indicando come oggi diventi necessario adeguare conoscenze e competenze, per lavorare nelle professioni di aiuto.  Al master, che è rivolto ai professionisti di vari ambiti, hanno partecipato anche la dottoressa Lucilla Ricottini e il dottor Lorenzo Salvi conducendo alcune attività seminariali incentrate sulla CNV (comunicazione nonviolenta di  Marshall Rosenberg). La CNV aiuta a stabilire una connessione tra le persone partendo da " ciò che è vivo nell'altro", ovvero dai sentimenti e dai bisogni, e per questo offre strumenti validi a chi lavora nelle professioni di aiuto in differenti situazioni: nel sostegno a famiglie in difficoltà, ma anche nelle scuole, negli ospedali e persino in carcere.


06/05/2015
NEW DEPTHS: le neuroscienze incontrano la CNV ( comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg). Come guarire il post- traumatic stress con l'empatia.


Si è tenuto in Germania ( Monaco di Baviera) dal 29 Aprile al 5 Maggio 2015 il training intensivo di Neuroscienze applicate alla Comunicazione, condotto dalla Dott.ssa Susan Skye, psicologa e formatrice CNV, e dalla dott.ssa Susan Peyton, counselor e formatrice CNV, ambedue ricercatrici in Neuropsicologia. Il corso si è svolto , al mattino, con un update delle informazioni relative ai circuiti neurali che vengono influenzati dalle relazioni empatiche e ai neuromodulatori implicati. Si è parlato pertanto di ossitocina, adrenalina, dopamina e GABA. Le formatrici hanno poi introdotto la recente Teoria Polivagale, che spiega come la risposta di attacco/ fuga / shock possa rappresentare una risposta evolutiva degli organismi viventi e di come sia possibile modularla negli esseri umani attraverso visualizzazioni intenzionali. Nel pomeriggio ci sono state demo, meditazioni guidate ed esercizi di riprogrammazione. Molti di questi esercizi , ispirati al lavoro del dott. Daniel Siegel, vengono da anni utilizzato nei programmi di Mindfulness . Hanno partecipato al training 32 tra medici, psicologi e counselors provenienti da tutta Europa; rappresentante per l'Italia la dott.ssa Lucilla Ricottini. 
Il metodo della New Depths può essere utilizzato per guarire i traumi dell'infanzia e il post- traumatic stress e anche nelle dipendenze e in tutte le condotte di tipo compensativo ( ad esempio, nell'alimentazione compulsiva) .



02/01/2014
Comunicare con i bambini consapevolmente


I bambini ci insegnano quotidianamente che l’obbiettivo di costringere gli altri a fare quello che noi vogliamo è sempre destinato a fallire. A meno che non usiamo metodi coercitivi o violenti. E’  impossibile costringere un bambino a raccogliere i propri giochi, a mangiare tutto  il cibo che ha nel piatto o a terminare i propri compiti scolastici, senza agitare lo spettro di una punizione: ma in questo modo perdiamo la possibilità di arricchire la sua vita e di contribuire a renderla più bella. Bisogna allora praticare la permissività e lasciare che ogni bambino segua la propria inclinazione, affidando al tempo e al caso il “giusto” operato dei nostri figli?

Da qualche anno ho scoperto che esiste un altro approccio, oltre al non fare nulla o all’usare tecniche di punizione/premio, e si chiama Comunicazione Nonviolenta (CNV). Questa modalità comunicativa è stata intuita e poi sviluppata dal Dott. Marshall Rosenberg, psicologo umanista ed anche mediatore di conflitti in ambito internazionale. La CNV sottolinea l’importanza di stabilire  connessioni basate soprattutto sull’empatia, utilizzando chiarezza ed onestà nella comunicazione, per creare relazioni familiari basate  sul rispetto e sulla soddisfazione di tutti i componenti . E’ un linguaggio naturale, a disposizione di tutti noi, che richiede essenzialmente l’intenzione di praticarlo e la consapevolezza che le nostre azioni sono efficaci quando contribuiscono ad arricchire la nostra vita insieme a quella degli altri. La CNV porta l’attenzione su quattro punti fondamentali, che facilitano l’espressione e l’ascolto:

osservare i fatti ; essere in contatto con i nostri sentimenti; esprimere i propri bisogni in relazione ai propri valori; fare richieste chiare e precise, nel presente.

Questo tipo di comunicazione non è semplice per coloro, tra noi, che sono stati educati a pensare in termini di giudizi moralistici. Infatti comporta il passaggio da un linguaggio fondato su “è giusto/ è sbagliato”  o “sei buono/sei cattivo”, ad un linguaggio che parla dei bisogni che  tutti condividiamo. Il bisogno di rispetto, di amore, di chiarezza, di supporto, sono bisogni comuni a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla razza, dalla cultura e dall’età : cambiano, però, le strategie che vengono messe in atto per soddisfarli.

Per capire meglio, prendiamo in esame una classica situazione che lo stesso Rosenberg porta come esempio. Un bambino pronuncia la frase: “Non piaccio a nessuno, nessuno mi vuole bene!”

Molti genitori, che pensano di dover rendere felici i propri figli , davanti ad una frase così intervengono consigliando (“ Non curarti dei tuoi amichetti! Non sono bravi, vedrai che ne troverai di migliori!”), oppure indagando (“Cosa hai fatto che ha scontentato i tuoi amici e li ha allontanati?”) , o addirittura rimproverando(“ Dovresti parlare ai tuoi amici in modo diverso, così ti vorrebbero bene”). I genitori , a volte, non capiscono  che i bambini ..  come tutti gli esseri umani.. quando soffrono hanno bisogno soprattutto di presenza ed empatia! E l’empatia può essere offerta anche in silenzio, con uno sguardo, lasciando intendere  semplicemente al proprio bambino che si accoglie e si comprende il suo bisogno di connessione con gli  amichetti.

Ma questo livello di comunicazione richiede comunque una trasformazione profonda dei nostri processi mentali ed anche una costante consapevolezza che l’ amore incondizionato richiede, soprattutto, comprensione profonda.

Un lavoro di training può facilitare questo processo, anche attraverso il sostegno del gruppo stesso di lavoro. Per questo, periodicamente, la dott.ssa Ricottini, insieme al dott. Salvi  mediatore familiare e counselor, offre degli incontri di formazione in comunicazione empatica consapevole. Seguiteci su questo sito.




30/10/2012
Corso di Mediazione con la Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg


Si è tenuto a Varsavia (Polonia) il training avanzato in Mediazione interpersonale e nei gruppi, applicando la metodologia della Comunicazione Nonviolenta alle tecniche tipiche della mediazione. Il corso,  di tipo teorico- pratico, è durato 5 giorni ed è stato strutturato per facilitare soprattutto la mediazione e il coaching nei gruppi. 38  i partecipanti, provenienti da dieci diversi paesi.
La mediazione diventa particolarmente efficace quando si riescono a contattare i bisogni delle persone e a lavorare su questi bisogni piuttosto che direttamente sulle strategie: questo ci insegna la CNV e su questa semplice considerazione si fonda l'originale tecnica elaborata da Ike Lasater. il metodo della Mediazione con la CNV è particolarmente efficace in ambito sanitario, sia per la gestione dei conflitti all'interno dell'equipe che per il sostegno al paziente (mediazione intrapersonale) quando la mancata adesione alla terapia o ad un comportamento di salute nasce da un conflitto interiore tra bisogni diversi. Per chi volesse saperne di più, è possibile consultare il programma del Master in Counseling sanitario: www.istitutoes.it 



12/06/2012
Vivencia ovvero stare con il proprio sentire secondo la Comunicazione nonviolenta


Si è tenuto a Pomaia, in Toscana, il primo seminario di un ciclo  di 3 seminari, dedicato alla "Vivencia: stare con il proprio sentire secondo la Comunicazione Nonviolenta". I due trainers certificati, Marianne Gotlin e Jorge Rubio Vollert, hanno guidati i 30 partecipanti in un viaggio entusiasmante all'interno del proprio sentire, aiutando a rendere particolarmente viva la tecnica della comunicazione empatica così come strutturata da Marshall Rosemberg. Il seminario,  tenuto in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano, ha avuto un carattere teorico-pratico che è stato molto apprezzato dai partecipanti. I prossimi incontri a settembre 2012 ed aprile 2013. Per ulteriori informazioni di ordine pratico: mericiuti@gmail.com 


15/03/2011
Cos'è la Comunicazione Nonviolenta?


Un linguaggio di vita, una prassi che ci aiuta ad entrare in contatto con noi stessi e con gli altri, esprimendoci in termini di sentimenti e bisogni. La Comunicazione Empatica secondo il metodo CNV di M. Rosenberg, verrà presentata a Roma il 27 Marzo 2011 in un Workshop avanzato di tipo teorico- pratico. Relatori la Dott.ssa Lucilla Ricottini e dal Dott. Lorenzo Salvi. In Via Livorno 87. Si richiede una conoscenza base della teoria CNV
Per info e prenotazioni :  Tel. 3389619732


29/11/2010
Un incontro per conoscere la CNV


La dott.ssa Vilma Costetti, formatrice certificata in Comunicazione Nonviolenta, presenterà a Roma il 4 e 5 Dicembre 2010 il metodo ideato dal Dott. Marshall Rosemberg ed utilizzato in tutto il mondo per la comunicazione empatica e la mediazione dei conflitti.

Per le informazioni e le iscrizioni, visitate il sito del Centro Esserci

Tel. 0522 943053

 




27/09/2010
Training in mediazione con la Comunicazione Nonviolenta


Si è tenuto ad Agistri (Grecia) - dal 19 al 24 settembre 2010 - il corso di Formazione in Mediazione con la Comunicazione NonViolenta (CNV), l'approccio empatico relazionale elaborato dal Dott. Marshall Rosemberg.

Il corso è stato condotto da trainers Certificati ed ha incluso lezioni, discussioni e pratica CNV.

Hanno partecipato 20 persone di 9  nazionalità, tra cui molti operatori nell'ambito socio-sanitario.

Perchè applicare i principi della CNV ad un Training in Mediazione?

Mediare con la CNV significa aumentare la propria capacità di comprensione, connessione e presenza quando  si crea un conflitto, così da far emergere la possibilità di nuove soluzioni collaborative.

Riuscire a mediare da uno spazio di ascolto ed empatia, può essere di grande utilità per un operatore sanitario nell'ambiente di lavoro, in equipe, ma anche nella gestione della relazione con il paziente. Appare evidente , infatti, l'importanza della mediazione durante lo svolgimento di una visita pediatrica, in cui la relazione si stabilisce contemporaneamente con il bambino o l'adolescente ed almeno uno dei genitori, oppure nei momenti di grande difficoltà - quali la scelta di una soluzione terapeutica piuttosto che un'altra - in cui il conflitto è interno al paziente stesso.

Sia nel conflitto esterno che in quello interno, il mediatore (o colui che si pone in una situazione di mediazione) seguirà sempre i quattro "passi" del processo CNV: Osservare, Sentire, comprendere il Bisogno, fare una Richiesta.

Semplice, no?

 



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